Bonus Casa - Detrazioni fiscali
Le detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio (art. 16-bis Tuir) sono state modificate dalla Legge di Bilancio 2025.
È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte dei costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. La detrazione è ripartita in dieci rate annuali di pari importo e, in applicazione del criterio di cassa, spetta nel periodo in cui il contribuente ha sostenuto le spese. Essa va suddivisa fra tutti i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi.
Per quanto riguarda la percentuale di detrazione e il limite di spesa agevolabile, la normativa attuale prevede misure diverse a seconda del periodo d’imposta in cui sono effettuati i pagamenti e dell’utilizzo dell’immobile oggetto degli intervento.
INTERVENTI AMMESSI
- interventi sulle parti comuni: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia
- interventi sulle singole abitazioni: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia
Altri lavori agevolabili sono descritti nel paragrafo 1.4 nella Guida Ristrutturazioni edilizie redatta dall'Agenzia delle Entrate.
DETRAZIONI PREVISTE A SECONDA DEGLI INTERVENTI EFFETTUATI
La normativa attuale ha introdotto una rimodulazione delle aliquote basata sulla destinazione d'uso dell'immobile e sulla soglia di reddito del contribuente (per i contribuenti con reddito complessivo minore a 75.000 euro):
- per le spese sostenute nell'anno 2025 e 2026 è prevista una detrazione del 50% esclusivamente per gli interventi effettuati sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale da parte dei titolari di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento
- in tutti gli altri casi, l'aliquota è ridotta al 36%
SPESE DETRAIBLI
Le detrazioni spettano per interventi sopra citati in un limite massimo di spesa agevolabile di 96.000 euro per unità immobiliare.
Le spese ammesse non riguardano solo i costi di esecuzione dei lavori, ma si estende alle spese accessorie quali:
- progettazione e prestazioni professionali connesse
- acquisto dei materiali necessari
- oneri di urbanizzazione e imposta sul valore aggiunto (IVA).
- diritti pagati per concessioni, autorizzazioni e comunicazioni di inizio lavori
Si specifica che dal 2025 è esclusa la detrazione per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione alimentate esclusivamente a combustibili fossili.
COME FARE I PAGAMENTI
Per usufruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:
- causale del versamento, dalla quale si evinca che il pagamento è effettuato per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione
- codice fiscale del beneficiario della detrazione (che può essere anche diverso dall’ordinante il bonifico)
- numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato
COMUNICAZIONE AD ENEA
Sul piano amministrativo, è obbligatoria la trasmissione dei dati all'ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori per gli interventi che comportano risparmio energetico. Per monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito con la realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio, la legge di bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici. La trasmissione delle informazioni non riguarda tutti gli interventi ammessi alla detrazione, ma solo quelli che comportano risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili.
Gli interventi soggetti all’obbligo della comunicazione all’Enea sono riportati nel seguente file:
DOCUMENTI DA CONSERVARE
I contribuenti che usufruiscono dell’agevolazione devono conservare oltre alla ricevuta del bonifico le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione necessaria, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.
Maggiori informazioni sul portale dell'ENEA dedicata al Bonus Casa